Torre dell'Orso
Torre dell'Orso (marina
Di Melendugno) racchiude una bellissima insenatura naturale
sabbiosa, ai due lati dell'insenatura vi sono due spuntoni rocciosi su cui
, da una parte si trova la vecchia torre che domina il mare e dall'altra la
grotta di S. cristoforo dove vi sono testimonianze protostoriche.
I faraglioni delle 'due sorelle' antistanti l'insenatura sembrano
fare da guardia alla bellissima località balneare.
Torre dell'Orso ha avuto negli ultimi anni un grande sviluppo turistico, vi
sono nella località strutture ricettive molto ben attrezzate, ristoranti,
alberghi, stabilimenti balneari
Durante i mesi estivi Torre dell'Orso è servita dagli autobus di "Salento
in bus", un' iniziativa provinciale per collegare tutta la costa (info
www.salentointrenoebus.it).
Torre dell'Orso foto
Di seguito illustriamo alcune foto di Torre dell'Orso e dintorni,
vi ricordiamo che sono presenti
altre foto nella sezione dedicata alle località on-line.
In fondo alla pagina abbiamo a disposizione le schede degli alloggi
su Torre dell'Orso: masserie, B&B, residence, affitti case
vacanza ville e villette.
TORRE DELL' ORSO
Torre dell'Orso
Con una Torre costiera quadrata
dalla quale il paese prende il nome che troneggia su una bellissima
baia delimitata da una lunga spiaggiaa sua volta
protetta da una fitta pineta, oggiTorre dell'Orso
è uno dei centri balneari più famosi, conosciuto ben oltre il Salento.
Sul lato Nord della baia, a pochi metri dalla riva, le due
Sorelle, due grandi scogli erosi dal mare, sono un'attrattiva
paesaggistica e un punto di riferimento ben noto a chi va per mare,
sub compresi.
E' sempre sul lato Nord della baia che si incontrano
i resti della Torre costiera, una delle tante torri d' avvistamento
(costruite per difesa, al tempo delle invasioni turche) che punteggiano
il Salento.
Imboccando invece la strada verso Sud, in direzione di Otranto,
si incontrano Sant'Andrea e due località, Specchiulla e Frassanito,
dove domina il pino d'Aleppo. Subito dopo, ormai a ridosso di Otranto
c'è la zona dei Laghi Alimini, due bacini, uno
un pò più grande dell'altro, collegati da un canale; un autentico
paradiso, il luogo ideale per la pesca, immerso in un bellissimo
verde dove alti alberi, tra i quali pini e cipressi, cedono il passo
al rosmarino o all'erica e, avvicinandosi all'acqua, alla canna
di palude. La zona degli Alimini si estende per oltre 400 ettari.
Dei due bacini, Fontanelle (o Alimini piccolo)
è alimentato da polle sotterranee, mentre il vero e proprio Alimini
è alimentato dal mare attraverso una sorta di foce. Le sue acque
sono salmastre, mentre Fontanelle ha acque dolci.
Melendugno e Roca
La storia di Melendugno ha inizio in tempi
assai remoti, come dimostrano i reperti preistorici e i due dolmen risalenti
all'eneolitico. L'angolo del territorio più ricco di storia è senz'altro Rocavecchia.
Il sito, frequentato dall'uomo sin dalla preistoria, può vantare tre città
fortificate, costruite l'una sulle macerie dell'altra, come la Troia omerica.
La più antica risale al XVII-XVI sec. a.C. E' l'unica in tutta Europa ad avere
le mura di conci e bolo.
La città, stando ai resti e alle tracce ritrovate,
fu distrutta da un incendio. Qualche secolo dopo, sorse la Roca dei Messapi.
I Messapi, secondo alcune fonti, erano di origine cretese, secondo altre,
di origine illirica. L'Illiria corrisponde, approssimativamente, all'attuale
Albania, le cui coste sono a sole 37 miglia da Roca.
Attraverso gli studi
congiunti di archeologi e filologi, si sta cercando di aprire uno spiraglio
per conoscere l'antico popolo del Salento che attualmente appare ben più misterioso
di quello Etrusco. Nel XIV sec. d.C., sempre nello stesso sito, Roca risorge
ad opera di Gualtieri VI di Brienne, ma ancora una volta, Roca sarà messa
a ferro e fuoco dall'esercito di Maometto II (estate del 1480).
Per un certo
periodo Roca fu sede di seguaci di Basilio di Cesarea. Giunti sulle coste
meridionali in più ondate (forze anche per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste),
conducevano vita eremitica o più spesso cenobitica, abitando in sistemi di
grotte ipogee di cui la zona di Roca è ricca.
Sotto i Normanni, i basiliani
- che non erano un ordine propriamente inteso - innalzarono le loro abbazie
e si svilupparono e si diffusero rapidamente nel meridione nel volgere di
un secolo; diedero grande impulso sia all'agricoltura, sia alla letteratura,
contribuendo in modo incisivo al sorgere dell'Umanesimo.
A Melendugno fondarono
l'Abbazia di San Niceta di cui rimane solo la chiesetta con pregevoli affreschi
databili dal XIV al XVI sec. Nel trittico absidale, si può vedere la più antica
raffigurazione della Madonna di Loreto che si conosca in Italia (R. Carrozzini)
del cui culto, però, attualmente non v'è traccia a Melendugno.