Approfondimenti e links
All'ombra del campanile
Inserita tra 2 mari, l'Adriatico e lo Jonio, la provincia di Lecce si estende per
2759 km , complessivamente pianeggiante, battuta prevalentemente
dai venti umidi e caldi dello scirocco,
ma esposta lungo la fascia adriatica anche ai freschi venti della tramontana,
dove le pioggie cadono soltanto, salvo qualche bizzarria meteorologica, in autunno
e in primavera, ci sono 97 graziosi paesi e 39
piccole frazioni.
Nella gran parte si tratta perciò di paeselli,
a volte di qualche migliaio di cittadini, dove tutti conoscono
tutto di tutti, dove la piazza, sempre all'ombra di un campanile o
di un palazzotto, è vita di relazioni, di chiacchiere,
di affari, di lavoro.
Paesi immersi nel verde degli ulivi secolari, della vite e
del tabacco, lindi, con case basse e ariose, stradine dei centri storici
strette e tortuose, dove non di rado si aprono le cosiddette
"curti", spazi più o meno ampi con pozzo centrale,
pile per il bucato, granaio, stalla sui quali si affacciano varie abitazioni.
Tutti questi paesi hanno dialetti diversi: se Lecce e l'area intorno alla
città hanno conservato una lingua poco dialettale, senza inflessioni rilevanti,
a
Martano o a
Calimera, ma anche nei paesi vicini, fra i
cinquanta-sessantenni si sente ancora parlare il "griko". Nel capo di Leuca,
dove negli anni '50 e '60 del secolo scorso i paesi si svuotarono per la fortissima
emigrazione, pur nella diversità dei dialetti, si sente forte una certa corruzione
linguistica: con gli usi e i costumi molti si portarono dietro anche la lingua
dei paesi che li avevano ospitati.
Antiche Masserie fortificate
Costruzioni quasi fiabesche, che compaiono
inaspettate agli occhi del viaggiatore che attraversa la campagna salentina.
Il loro concentrato di ricchezza, sia in termini di materie prime che
in termini di animali, che, infine, di denaro liquido, necessario a pagare
i salariati, le rendevano inevitabilmente esposte, prede ambite, sia all'attacco
dei briganti sia, soprattutto, alle scorrerie saracene e piratesche.
Le masserie fortificate, ben turrite e dalle alte mura, per la ricchezza
degli elementi architettonici e per l'ampio repertorio dei particolari
decorativi, rappresentano veri e
propri monumenti dell'architettura rurale ed espressione della
nostra civiltà contadina.
Le masserie erano, infatti, organismi vivi ed in organico rapporto
con il resto del territorio. In molte di esse, inevitabilmente
di proprietà di signori locali o del clero, c'era una chiesa,
spesso vicina al recinto talvolta accessibile anche dall'esterno,
intesa come un servizio offerto al territorio, cui la masseria
si chiudeva solo sotto la minaccia del pericolo.
Gastronomia salentina
Con i dolcetti di pasta di mandorle si conclude un pasto cominciato magari
con un fuori pasto di puccia, un pane condito con olive nere. E proseguito
poi, se la stagione lo consente, con "ciceri e tria", pasta di una
particolare forma, in parte fritta a crudo, e ceci; e magari contravvenendo
ad ogni dettato della dieta mediterranea, rinforzando la prima portata con
l'anniceddu o "annulieddu a lu furnu", un agnello al forno.
Oppure si può optare per un primo diverso:" lu cranu stumpatu",
il grano pestato in umido, o una sostanziosa pasta condita con il robusto
ragù salentino, seguito da bracioline, che sono degli involtini di carne.
Oppure ancora con le classiche orecchiette, sovrane sulle tavole pugliesi,
condite con semplicità: pomodoro e cacioricotta. La rucola, in agguato, tenta
di finire su qualsiasi piatto oltre che sulle succulenti insalate (tali le
rende l'ottimo olio salentino), che dovrebbero a questo punto interrompere
la marcia forzata dell'abbondanza.
Il mare è a due passi: perché non tentare con le "alici e le cozze arraganate"?
Come dire, gratinate dopo averle cosparse di pangrattato. Di verdure sono
ricchi i campi e di ortaggi è ricco l'orto: i pampasciuni rrustuti, cipollotti
selvatici arrostiti, sono una vera scoperta per il turista.
Si passi
ai dolci: la pasta di mandorle, i mostaccioli. Si metta in conto
anche la cotognata, una vera specialità salentina da portare a casa
per ricordare il viaggio.
I vini sono sopraffini: se non è tempo
di rossi, i bianchi fanno sempre la loro grande figura ed il rosato,
si sa, è una favola. Se fa troppo caldo, di pomeriggio, un bel caffè
in ghiaccio o una limonata.
STRUTTURE TURISTICHE ASSOCIATE Masseria Casina dei Cari Lido Marini .
Masseria Agriturismo Specolizzi Lido Marini .
Hotel Selenia Residence Castro Marina .
Masseria Bosco di Makyva Borgagne .
Residence Punta Cassano San Foca .
Hotel Monte Callini .
Residence Scogliera del gabbiano leuca .
Approdo Grand Hotel Leuca .
Albergo La Corte dei nonni Presicce .
Hotel Bianco Gallipoli .
Hotel Panoramico Castro Marina .
Residence Hotel Li Fani .
Masseria Bandino Otranto .
Masseria Macurano Alessano .
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