Lecce
Lecce, con la ricchezza
architettonica dei suoi palazzi e con la bellezza antica delle
sue strade, con numerose chiese , con un anfiteatro e un teatro
romano si può considerare il maggior centro del Barocco meridionale.
A segnare il centro storico della città ci sono ampi viali
e tre porte : Porta Napoli, che è la più antica, porta S.Biagio,
porta Rudiae.
Il cuore del capoluogo salentino è piazza S.Oronzo, dedicata
al suo protettore, infatti nel suo bel mezzo c'è un obelisco
con la statua del glorioso vescovo. Dopo aver attraversato
le vie strette del centro si giunge in piazza Duomo, qui il
barocco si esprime in una formula più semplice e severa.
Il blocco architettonico del Duomo comprende il palazzo del
vescovo e quello del seminario; proseguendo si arriva a S.Croce,
sulla facciata di questa chiesa, tra le più belle d'Italia,
sono raffigurati mostri mitologici, bellissimi putti, strani
uccelli, fiori e foglie.
Il palazzo dei Celestini, accanto alla chiesa, riprende i
motivi del barocco movimentandoli con delle finestre.
Lecce, dunque rimane tappa fondamentale per tutti coloro che
visiteranno il Salento.
Lecce foto
Di seguito illustriamo alcune foto di Lecce e dintorni,
vi ricordiamo che sono presenti
altre foto nella sezione dedicata alle località on-line.
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APPROFONDIMENTI
Arte
E' la terra del Barocco
che qui ha un colore
diverso da altre parti
d'Italia e d'Europa. Grazie,
sicuramente, alla pietra
impiegata. Per due secoli gli
artisti leccesi, primo fra tutti Giuseppe
Zimbalo, ricamarono la loro terra disegnando quell'esplosione di
fantasia artistica che ha pochi eguali.
La Basilica di Santa Croce
è l'esempio più eclatante della perizia degli scalpellini leccesi.
La sua costruzione fu iniziata nel 1548 e quasi un secolo dopo vi
si lavorava ancora, arricchendo ed ornando la balconata superiore
sostenuta da cariatidi.
Attiguo alla Basilica, il palazzo della
Prefettura eretto tra il 1659 ed il 1695, un complesso monumentale
quasi indistinto, primo esempio per il turista di quelle quinte
o di quei fondali scenografici che fanno di Lecce un teatro
d'arte all'aperto. E' di una bellezza mozzafiato la piazza
del Duomo, dove insiste oltre all'edificio sacro anche il
Seminario la cui costruzione, su disegno di Giuseppe
Cino, fu avviata nel 1694. Da ammirare la facciata
con due ordini di finestre ed il cortile interno.
Il Duomo, del 1659, di facciate ne ha invece ben
due ed è opera di Giuseppe Zimbalo che si occupò
anche del Campanile. Dell'Episcopio balza subito
agli occhi il loggiato.
Piazza S. Oronzo, il cuore della città, custodisce l'Anfiteatro
romano ed il Sedile, che fu sede del Municipio fino al 1851,
un piccolo palazzo con due arcate abbellito da una loggia.
Il castello di Carlo V ha una pianta trapezoidale e grandi
baluardi angolari. Infine le Chiese, tante e bellissime,
picchiettate dai segni del Barocco leccese, preziosi
scrigni di arte sacra. Sant'Irene ha una facciata di
tipo romano; San Marco haforme rinascimentali; la
Chiesa del Rosario è l'ultima delle opere di Zimbalo;
Santa Chiara quasi fronteggia il Teatro romano; San Matteo,
edificata alla fine del seicento, importa nella sua
struttura i segni del Borromini; la Chiesa del Gesù
custodisce la stanza dove trascorse gli ultimi anni
San Bernardino Realino, eletto compatrono della città;
la Chiesa del Carmine è opera di Giuseppe Cino,
architetto ma anche il primo cronista dell'antica
Lecce; ed ancora Sant'Angelo e la più classicheggiante
Santa Maria delle Grazie; la Chiesa dei Ss. Nicolò e
Cataldo predispone alla bellezza del Convento
degli Olivetani.
Cultura
"Un'aria d'oro / mite e Senza fretta" è quella che si coglie a Lecce. Lo sosteneva
il poeta Vittorio Bodini, nato a Bari da una famiglia leccese, ma intriso
di salentinità (la caratteristica di questa terra) come pochi altri. Le
poesie di Bodini possono essere la migliore guida per leggere il
territorio, per correre a scoprire posti, come Cocumola, il paesino
dell'estrema penisola salentina, a ridosso dell'Adriatico, ormai
entrato nel mito letterario.
Se quelle di Bodini sono le parole, la musica la fornisce Tito Schipa.
Nato a Lecce nel 1888, partito per Milano in cerca di lezioni prima
ancora che di fortuna, fu clamorosamente bocciato al primo
concorso cui volle partecipare. Nel 1910 il debutto, l'inizio di
una carriera sfolgorante. Fu definito l'usignolo della lirica. Morì
nel 1965 ed è sepolto nel cimitero di Lecce. A Tito Schipa è
intitolato il Conservatorio di musica e, da alcuni anni, un concorso
internazionale per giovani cantanti lirici.
Enzo Sozzo, nato a Lecce nel 1917, fermò sulle sue tele il volto
della città che Giuseppe Zimbalo, il re degli scalpellini, nel XVII
secolo aveva cominciato a costruire. Ma moltissimi sarebbero ancora
i nomi da elencare: letterati e giornalisti, artisti ed artigiani, tutti
coloro che hanno guadagnato a questa città due soprannomi
diventati quasi un luogo comune: "La Firenze del Sud" (o
del Barocco, lo disse già Gregorovius) e "L'Atene delle Puglie".