Gallipoli - isola di S.Andrea |
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GallipoliImmersa nei suoi vicoli, Gallipoli conta una lunga storia di dominazioni e di contaminazioni di popoli e culture diversi. Gallipoli presenta il suo centro storico su un'isola, mentre la parte moderna su di un promontorio. Si dice che l'origine del suo nome derivi dal greco "kalè - polis" "città bella". Ma molte leggende sul suo nome si legano alla figura del gallo, simbolo sullo scudo di Idomeneo re di Creta, mitico fondatore della città. Infatti, attualmente, lo stemma cittadino rappresenta un gallo con la scritta "fideliter excubat" ossia "vigila fedelmente".Fulcro di scambi commerciali, Gallipoli testimonia questa vocazione non solo col porto ma anche con i 35 frantoi ipogei che, in passato, hanno permesso prevalentemente importanti scambi internazionali di olio d'oliva, chiamato "oro liquido". Durante il periodo normanno il porto viene spostato nel seno del Canneto, viene potenziata la cinta muraria e probabilmente risalgono a questo periodo i lavori iniziali del castello. La città di Gallipoli è rasa al suolo nel 1269 da Carlo d'Angiò. Con gli Aragonesi, poi, soprattutto a partire dal '500 fino al '700, Gallipoli rifiorisce nella ricchezza e nel suo splendore. Alla fine del '700 risale il completamento del ponte che I conduce alla città vecchia, mentre si sarebbero, poi, fatti strada i progetti di realizzazione del Borgo Nuovo. Col passare dei secoli, Gallipoli ha mantenuto sempre vivo il senso delle sue origini ma ha voluto anche aprirsi al nuovo ed a quello che i continui flussi turistici richiedevano: strutture ricettive di alto I livello, valorizzazione delle proprie baie, recupero architettonico di opere monumentali. E così, percorrere Gallipoli significa rispolverare antiche memorie senza perdersi nel tempo. Gallipoli appartamenti82 - 201 - 207 - 215 - 216 - 217 - 218 - 220 -312 - 313 - 314 - 315 - 316 - 317 - 318 - 319 - DA VISITARE I frantoi ipogei Nella sua lunga storia Gallipoli conta anche una lunga tradizione olearia con la presenza di numerosissimi frantoi ipogei. Solamente due sono quelli fruibili: il primo ubicato in Via De Pace di fronte al museo, il secondo ubicato in via Angeli sotto Palazzo Briganti. Essi conservano sia l'originaria struttura che i manufatti originali utilizzati per produrre l'olio, torchi in legno e presse del 700 e dell'800. Gallipoli intrecciava traffici commerciali dell'olio d'oliva lampante coi Paesi Baltici, Russia, Inghilterra, Paesi Bassi ed Impero Ottomano. Il castello Opera commissionata da Carlo d'Angiò, il castello di Gallipoli è uno dei rarissimi esempi di manieri circondati dal mare. Il suo aspetto sarebbe stato modificato da altri architetti in epoche successive. Risalgono infatti al periodo aragonese le modifiche sulle nuove tecniche difensive e la progettazione del Rivellino (1552), un avamposto proteso nel mare. Il ponte levatoio in legno originario sarebbe stato sostituito nel 1603 con quello in pietra che si vede tuttora. Maestoso e imponente, il castello tuttavia ha dovuto subire l'erosione del mare che, col tempo, ha fatto crollare uno dei torrioni La Cattedrale di Sant' Agata Edificata sui resti di un'altra chiesa sorge al centro della città vecchia. Esternamente presenta una facciata barocca in carparo, all'interno presenta una pianta a croce latina con tre navate intervallate da due file di imponenti colonne in carparo. Vi si conservano dipinti del famoso pittore locale Giovanni Andrea Coppola, il cui capolavoro raffigura il "Martirio di Sant'Agata" e pregevoli dipinti settecenteschi di Nicola Malinconico. Il Museo civico Le collezioni bibliografiche conservano rare edizioni del Qattrocento e del Cinquecento tipografico italiano e straniero, pregevoli edizioni napoletane del Settecento e documenti della storia e della cultura salentina, tra cui edizioni salentine del '600 e del '700, manoscritti e documenti dal '400 all' '800. Il Museo conserva, suddivisi per reparti, interessanti testimonianze archeologiche di epoca messapica, romana e medioevale; collezioni nummarie di epoca classica e moderna; armi e vestiti tipici del XVIII-XIX secolo; esemplari di fauna e flora locali, fossili e minerali, conchiglie di tutti i mari del mondo; ceramiche e terraglie, sopratutto di produzione locale. Interessantissima la collezione di iscrizioni lapidarie relative alle fortificazioni cittadine (XVI sec.) e al porto (XVIII sec.) |
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