b&b salento - bed and breakfast villette appartamenti - b&b gallipoli

I migliori bed and breakfast del salento, sul mare, nei centri storici.
Tipologia villette, case in campagna, masserie e antichi palazzi restaurati. Località principali Lecce, Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto
link strutture
alba chiara - ara inn - aurora - casa alba - casa degli artisti - casa karina - corte dei nonni - angeli - lecce salento - macchia di pele - sorriso degli ulivi - 12 granai - la macchia - moon aurora - palazzo angelelli - palazzo laura - palazzo senape de pace - paradise - hotel bianco - samarcanda - sant oronzo - villa liberty - villa ramirez

Bed and breakfast nel salento

I migliori B&B del Salento, disponibilità di bed and breakfast sia sul mare che nei centri storici:
B&B Gallipoli, Lecce, Santa Maria di Leuca, Otranto e altre località.



Descrizione

B&B Villa Ramirez



Santa Maria di Leuca
Lungomare C.Colombo, s.n.

Tipo struttura: B&B - Antico Palazzo
Alloggi: camere
Descrizione
Villa Ramirez è un'antica dimora ricca di comfort, esempio di residenza gentilizia nella quale si rispecchiano gli usuali canoni della produzione architettonica ottocentesca. Un ambiente elegante, ricco di storia e tradizione renderà piacevole ed indimenticabile il vostro soggiorno a S. Maria di Leuca. Verrete accolti dal sapore, il profumo e le tradizioni tipiche del Salento.

Servizi e utilità
La colazione è preparata con ingredienti freschi. Le nostre camere sono grandi ed accoglienti, complete di cassaforte, frigo bar, tv color LCD Tv Sat SKY modem WiFi ADSL, libri e riviste.

  Home Friday, May 18, 2012

Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca fa parte delle marine di Castrignano e Gagliano del Capo, la località è situata all'estremità sud del Salento dove si incontrano il mar Adriatico con lo Jonio. Leuca dista 75 km da Lecce, 45 km da Gallipoli, 50 km da Otranto.



Santa Maria di Leuca
il porto
Santa Maria di Leuca
il Santuario
Santa Maria di Leuca
località "Ciolo"





Il Salento


Torri castelli e masserie
Il Salento da sempre esposto alle scorrerie dei pirati, ma anche agli assalti degli eserciti invasori, si chiude in una fitta rete di torri, castelli e masserie fortificate.
Basta fare un giro, anche veloce, lungo la costa per rendersi conto delle decine e decine di torri che, in punti strategici, svettano solitarie sul cocuzzolo della roccia che precipita in mare.
Altra linea di difesa sono le masserie fortificate, con grandi muri di cinta, a volte dotati di camminamento , di garitte, di alte torri di vedetta e di difesa.
I castelli di particolare interesse li troviamo invece a Otranto, Gallipoli, Castro , città di mare e anche in alcuni centri interni come Copertino e Corigliano d'Otranto

Il Barocco Leccese
Questo stile, che riguarda un po' tutte le arti, si colloca in un periodo particolarissimo come quello della Controriforma e si protrae per quasi tre secoli.
Trovò terreno fertile con la fondazione dei nuovi ordini religiosi che cercavano di confermare la propria autorità, attraverso la costruzione di nuovi edifici sacri o ampliando quelli già esistenti, e con i feudatari e le grandi famiglie nobiliari che volevano dare una nuova impronta alla città fino ad allora caratterizzata da architetture spagnoleggianti che risentivano dell'influenza del vicino Regno di Napoli.
Ecco che santuari, cattedrali, conventi, piccole chiese, palazzi nobiliari ed architetture civili diventarono oggetto del nuovo stile artistico che riusciva a coniugare fantasia e suggestione, senza urtare i simboli della fede.
Gli interpreti di questo stile, architetti, ma soprattutto scultori, capimastri, carpentieri, scalpellini hanno espresso un patrimonio decorativo bizzarro: chiese e palazzi hanno visto le loro facciate arricchirsi di mensole, colonne angolari, doccioni decorati con grifoni, cariatidi, volute, tutto in un'esuberanza decorativa in netta contrapposizione con i dettami delle correnti artistiche neoclassiche del tempo.

All'ombra del campanile
Inserita tra 2 mari, l'Adriatico e lo Jonio, la provincia di Lecce si estende per 2759 km , complessivamente pianeggiante, battuta prevalentemente dai venti umidi e caldi dello scirocco, ma esposta lungo la fascia adriatica anche ai freschi venti della tramontana, dove le pioggie cadono soltanto, salvo qualche bizzarria meteorologica, in autunno e in primavera, ci sono 97 graziosi paesi e 39 piccole frazioni.
Nella gran parte si tratta perciò di paeselli, a volte di qualche migliaio di cittadini, dove tutti conoscono tutto di tutti, dove la piazza, sempre all'ombra di un campanile o di un palazzotto, è vita di relazioni, di chiacchiere, di affari, di lavoro.
Paesi immersi nel verde degli ulivi secolari, della vite e del tabacco, lindi, con case basse e ariose, stradine dei centri storici strette e tortuose, dove non di rado si aprono le cosiddette "curti", spazi più o meno ampi con pozzo centrale, pile per il bucato, granaio, stalla sui quali si affacciano varie abitazioni.
Tutti questi paesi hanno dialetti diversi: se Lecce e l'area intorno alla città hanno conservato una lingua poco dialettale, senza inflessioni rilevanti, a Martano o a Calimera, ma anche nei paesi vicini, fra i cinquanta-sessantenni si sente ancora parlare il "griko". Nel capo di Leuca, dove negli anni '50 e '60 del secolo scorso i paesi si svuotarono per la fortissima emigrazione, pur nella diversità dei dialetti, si sente forte una certa corruzione linguistica: con gli usi e i costumi molti si portarono dietro anche la lingua dei paesi che li avevano ospitati.

Gastronomia salentina
Con i dolcetti di pasta di mandorle si conclude un pasto cominciato magari con un fuori pasto di puccia, un pane condito con olive nere. E proseguito poi, se la stagione lo consente, con "ciceri e tria", pasta di una particolare forma, in parte fritta a crudo, e ceci; e magari contravvenendo ad ogni dettato della dieta mediterranea, rinforzando la prima portata con l'anniceddu o "annulieddu a lu furnu", un agnello al forno.
Oppure si può optare per un primo diverso:" lu cranu stumpatu", il grano pestato in umido, o una sostanziosa pasta condita con il robusto ragù salentino, seguito da bracioline, che sono degli involtini di carne.
Oppure ancora con le classiche orecchiette, sovrane sulle tavole pugliesi, condite con semplicità: pomodoro e cacioricotta. La rucola, in agguato, tenta di finire su qualsiasi piatto oltre che sulle succulenti insalate (tali le rende l'ottimo olio salentino), che dovrebbero a questo punto interrompere la marcia forzata dell'abbondanza.
Il mare è a due passi: perché non tentare con le "alici e le cozze arraganate"? Come dire, gratinate dopo averle cosparse di pangrattato. Di verdure sono ricchi i campi e di ortaggi è ricco l'orto: i pampasciuni rrustuti, cipollotti selvatici arrostiti, sono una vera scoperta per il turista.
Si passi ai dolci: la pasta di mandorle, i mostaccioli. Si metta in conto anche la cotognata, una vera specialità salentina da portare a casa per ricordare il viaggio.
I vini sono sopraffini: se non è tempo di rossi, i bianchi fanno sempre la loro grande figura ed il rosato, si sa, è una favola. Se fa troppo caldo, di pomeriggio, un bel caffè in ghiaccio o una limonata.