Salento vacanze
holiday in Salento
 

Salento, le tue vacanze

    nella terra del sole, del mare, dell'arte,...

La stupenda terra salentina, mare cristallino, spiagge bianchissime, scogliere con panorami mozzafiato,... nell'interno i centri conservano ancora il gusto e il sapore della tradizione contadina, da sempre molto aperta e ospitale con gli stranieri che numerosi ogni anno decidono di fare una vacanza qui nel tacco d'Italia.
Il clima sempre mite del Salento è ideale per passeggiate nei centri storici dei paesi alla scoperta di chiese barocche, castelli,.. oppure nelle campagne a stretto contatto con la natura ancora incontaminata, tra uliveti secolari, vigneti, antiche masserie fortificate.


Lecce
Chiesa di S.Croce
Gallipoli
Isola di S.andrea
Castro Marina
Grotta "Zinzulusa"
S.Maria di Leuca
Costa Adriatica


S. Maria di Leuca
Panorama sul porto
Otranto
Il Castello
Torre San Giovanni
Marina di Ugento
Lido marini
Marina di Ugento

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Salento, le coste ...

Percorrendo verso sud la litoranea salentina sull'Adriatico, arriviamo a San Foca, la prima delle marine di Melendugno, con lunghi arenili bianchissimi e una complessiva bassa scogliera. A non più di 3 chilometri verso sud c'è Torre dell'Orso , con una spiaggia di sabbia finissima limitata da una pineta impiantata nel 1930 e S. Andrea, l'ultima delle marine di Melendugno.

Subito dopo, passando per i Laghi Alimini inizia il territorio di Otranto. La città è posta sulla punta estrema della penisola dove solo 70 km la separano dalle coste albanesi, ed è stata per secoli cittadina-cerniera con l'Oriente.
Dopo Otranto, sempre lungo la litoranea percorrendo prima una costa alta e a picco sul mare e poi il fitto bosco di pini, si giunge a Santa Cesarea terme, famosa per i suoi impianti termali.
 

Tra S. Cesarea passando da Castro Marina, Tricase porto, Marina Serra, Novaglie si giunge sul Promontorium Iapigium, fino a Santa Maria di Leuca.
Questo tratto di costa è prevalentemente roccioso con acqua cristallina e frequenti grotte marine (famosa è quella della "Zinzulusa).
Lasciata alle spalle Leuca, passando da San Gregorio, una serie lunghissima di marine ci accompagnerà fino a Gallipoli.

Percorrendo la costa ionica verso nord, troveremo il lunghissimo arenile di Torre Vado, le Marine di Salve: Pescoluse e Torre Pali , e l'antica Auxentum (Ugento) con le sue marine: Lido Marini, Torre Mozza e Torre San Giovanni, qui il mare è bassissimo e limpido, le lunghissime spiagge sono di sabbia fine. Riprendendo il viaggio verso Gallipoli, sempre dalla litoranea troviamo Torre Suda, e Mancaversa, costituite da basse rocce accessibili.

Subito dopo, da Torre Pizzo, attraverso chilometri di spiagge sabbiose (Lido San Giovanni e Baia Verde) si arriva a Gallipoli.
In origine, la città sorgeva sull'isolotto che un breve tratto di mare separa dalla terraferma dove oggi si estende la parte nuova.
Proseguendo verso nord sulla litoranea, superata Rivabella e Lido Conchiglie, Santa Maria al Bagno e Santa Caterina, località con coste rocciose basse con piccole insenature sabbiose, si giunge a Sant'Isidoro e Porto Cesareo. In queste ultime due marine salentine, il mare è poco profondo e ci sono lunghissime spiagge di sabbia.


Salento in treno e Bus:
Iniziativa provinciale per i collegamenti tra le località marine e i comuni interni.
Comodi trasferimenti in treno e in autobus per visitare l'intera provincia di Lecce. Per informazioni dettagliate su orari e percorsi visitate il sito cliccando sul logo.
   


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Salento: INFORMAZIONI SU STORIA, CULTURA E TRADIZIONI SALENTINE

Torri castelli e masserie
Il Salento da sempre esposto alle scorrerie dei pirati, ma anche agli assalti degli eserciti invasori, si chiude in una fitta rete di torri, castelli e masserie fortificate.
Basta fare un giro, anche veloce, lungo la costa per rendersi conto delle decine e decine di torri che, in punti strategici, svettano solitarie sul cocuzzolo della roccia che precipita in mare.
Altra linea di difesa sono le masserie fortificate, con grandi muri di cinta, a volte dotati di camminamento , di garitte, di alte torri di vedetta e di difesa.
I castelli di particolare interesse li troviamo invece a Otranto, Gallipoli, Castro , città di mare e anche in alcuni centri interni come Copertino e Corigliano d'Otranto

Il Barocco Leccese
Questo stile, che riguarda un po' tutte le arti, si colloca in un periodo particolarissimo come quello della Controriforma e si protrae per quasi tre secoli.
Trovò terreno fertile con la fondazione dei nuovi ordini religiosi che cercavano di confermare la propria autorità, attraverso la costruzione di nuovi edifici sacri o ampliando quelli già esistenti, e con i feudatari e le grandi famiglie nobiliari che volevano dare una nuova impronta alla città fino ad allora caratterizzata da architetture spagnoleggianti che risentivano dell'influenza del vicino Regno di Napoli.
Ecco che santuari, cattedrali, conventi, piccole chiese, palazzi nobiliari ed architetture civili diventarono oggetto del nuovo stile artistico che riusciva a coniugare fantasia e suggestione, senza urtare i simboli della fede.
Gli interpreti di questo stile, architetti, ma soprattutto scultori, capimastri, carpentieri, scalpellini hanno espresso un patrimonio decorativo bizzarro: chiese e palazzi hanno visto le loro facciate arricchirsi di mensole, colonne angolari, doccioni decorati con grifoni, cariatidi, volute, tutto in un'esuberanza decorativa in netta contrapposizione con i dettami delle correnti artistiche neoclassiche del tempo.

All'ombra del campanile
Inserita tra 2 mari, l'Adriatico e lo Jonio, la provincia di Lecce si estende per 2759 km , complessivamente pianeggiante, battuta prevalentemente dai venti umidi e caldi dello scirocco, ma esposta lungo la fascia adriatica anche ai freschi venti della tramontana, dove le pioggie cadono soltanto, salvo qualche bizzarria meteorologica, in autunno e in primavera, ci sono 97 graziosi paesi e 39 piccole frazioni.
Nella gran parte si tratta perciò di paeselli, a volte di qualche migliaio di cittadini, dove tutti conoscono tutto di tutti, dove la piazza, sempre all'ombra di un campanile o di un palazzotto, è vita di relazioni, di chiacchiere, di affari, di lavoro.
Paesi immersi nel verde degli ulivi secolari, della vite e del tabacco, lindi, con case basse e ariose, stradine dei centri storici strette e tortuose, dove non di rado si aprono le cosiddette "curti", spazi più o meno ampi con pozzo centrale, pile per il bucato, granaio, stalla sui quali si affacciano varie abitazioni.
Tutti questi paesi hanno dialetti diversi: se Lecce e l'area intorno alla città hanno conservato una lingua poco dialettale, senza inflessioni rilevanti, a Martano o a Calimera, ma anche nei paesi vicini, fra i cinquanta-sessantenni si sente ancora parlare il "griko". Nel capo di Leuca, dove negli anni '50 e '60 del secolo scorso i paesi si svuotarono per la fortissima emigrazione, pur nella diversità dei dialetti, si sente forte una certa corruzione linguistica: con gli usi e i costumi molti si portarono dietro anche la lingua dei paesi che li avevano ospitati.

Gastronomia salentina
Con i dolcetti di pasta di mandorle si conclude un pasto cominciato magari con un fuori pasto di puccia, un pane condito con olive nere. E proseguito poi, se la stagione lo consente, con "ciceri e tria", pasta di una particolare forma, in parte fritta a crudo, e ceci; e magari contravvenendo ad ogni dettato della dieta mediterranea, rinforzando la prima portata con l'anniceddu o "annulieddu a lu furnu", un agnello al forno.
Oppure si può optare per un primo diverso:" lu cranu stumpatu", il grano pestato in umido, o una sostanziosa pasta condita con il robusto ragù salentino, seguito da bracioline, che sono degli involtini di carne.
Oppure ancora con le classiche orecchiette, sovrane sulle tavole pugliesi, condite con semplicità: pomodoro e cacioricotta. La rucola, in agguato, tenta di finire su qualsiasi piatto oltre che sulle succulenti insalate (tali le rende l'ottimo olio salentino), che dovrebbero a questo punto interrompere la marcia forzata dell'abbondanza.
Il mare è a due passi: perché non tentare con le "alici e le cozze arraganate"? Come dire, gratinate dopo averle cosparse di pangrattato. Di verdure sono ricchi i campi e di ortaggi è ricco l'orto: i pampasciuni rrustuti, cipollotti selvatici arrostiti, sono una vera scoperta per il turista.
Si passi ai dolci: la pasta di mandorle, i mostaccioli. Si metta in conto anche la cotognata, una vera specialità salentina da portare a casa per ricordare il viaggio.
I vini sono sopraffini: se non è tempo di rossi, i bianchi fanno sempre la loro grande figura ed il rosato, si sa, è una favola. Se fa troppo caldo, di pomeriggio, un bel caffè in ghiaccio o una limonata.


giovedì 15 maggio 2008
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